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11月15日
Il Velista |
Il Crocerista da Océanis |
Il Cannibale |
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Ha un ketch di dodici metri in legno. |
Ha un Océanis 411 blu. |
Ha un Bavaria. |
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Tiene la barca al molo della Lega Navale ad Ortona. |
Ha un posto barca di proprietà a Punta Ala e ne affitta uno per l’estate a Porto Cervo. |
Tiene la barca a Cervia, in affitto. |
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Il nome della sua barca: Tangaroa. |
Il nome della sua barca: Due South. |
Il nome della sua barca: Simona. |
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Il corredo velico: rande inferite, due rande di rispetto con tre mani di terzaroli, genova ingarrocciato, tre fiocchi, tre vele prodiere di rispetto, una trinchetta bomata, due tormentine, kit di riparazione delle vele ed un paio di metri quadrati di tessuto per eventuali rattoppi. |
Il corredo velico: randa inferita in terital con una sola mano di terzaroli (se tira più vento l’ammaina), lazy jack per un facile ammaino e lazy bag per raccoglierla agevolmente, una randa da regata in kevlar, genova sul rollafiocco, gennaker blu in tinta con lo scafo. Da qualche parte nel gavone di prua ha un fiocco di rispetto. |
Il corredo velico: randa avvolgibile e fiocco rollato. Sa che lo spinnaker è quella grande vela a pallone tutta colorata che si vede alle regate di Coppa America. |
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Ancora: una Cqr armata con dieci metri di catena e cinquanta metri di cima; nel gavone di poppa ha una Danforth di rispetto, già armata con quaranta metri di cima, ed una piccola Bruce per il battellino di servizio. |
Ancora: una Cqr armata con cinquanta metri di catena contrassegnata ogni dieci metri; una Danforth di rispetto nel gavone sotto alla cabina, imbrogliata nelle drizze di rispetto. |
Ancora: una Delta con trenta metri di catena. |
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Motore: entrobordo da 12 cavalli con elica a due pale a becco d’anatra. |
Motore: Volvo Penta 75 cavalli ed elica sovradimensionata in acciaio anodizzato al titanio. |
Motore: il più potente che è riuscito a farsi vendere. Lo accende con la stessa arroganza con cui mette in moto l’Audi e va perennemente a 6000 giri. |
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Battellino di servizio: un copertone da trattore che gonfia a bordo con una pompa da bicicletta. Nel gavone del pozzetto ha una pagaia di scorta, casomai perdesse la prima. E’ comunque in grado di pagaiare con qualunque oggetto adatto trovi a bordo. |
Battellino di servizio: tender Arimar bianco a sei posti con motore fuoribordo da 16 cavalli, maniglie ergonomiche e sedute anatomiche. In navigazione lo tiene rovesciato sulla tuga a prua . |
Battellino di servizio: gommone ad otto posti con motore fuoribordo da 45 cavalli che trascina come se fosse un cagnolino. Sul pulpito di poppa tiene agganciato un secondo fuoribordo di scorta. Non ha remi a bordo, nemmeno quelli del canotto dei figli. |
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Strumentazione tecnologica: VHF portatile, GPS tascabile, sestante in bronzo, solcometro, ecoscandaglio, bussola da rilevamento, binocolo, cronometro, pilota automatico; preferisce comunque usarne uno a vento, sul modello di quello di Marin Marie. |
Strumentazione tecnologica: GPS cartografico, GPS tascabile, notebook con connessione Internet Umts, stampante wireless, solcometro, ecoscandaglio, radar, binocolo, pilota automatico. |
Strumentazione tecnologica: autopilota, GPS, log, telefono cellulare, orologio Casio multifunzione. |
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Attrezzatura subacquea: due paia di pinne, muta leggera, maschera professionale, boccaglio, un piccolo fucile subacqueo, le istruzioni di Bernard Moitessier per costruirne uno d’emergenza con mezzi di fortuna. |
Attrezzatura subacquea: calzoncini in tessuto leggero, pinne fluorescenti, maschera, boccaglio, brevetto da sub preso l’inverno precedente a Sharm El Sheik, macchina fotografica subacquea. |
Attrezzatura subacquea: maschera e boccaglio ricevuti in omaggio dall’edicolante con il numero di giugno di Gente Viaggi. |
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La vacanza ideale: dalle Galapagos alle Tuamotu in solitaria. |
La vacanza ideale: tre mesi in Mediterraneo per scoprire tutte le mille e mille isolette della Grecia; al compimento dei 50 anni farà la traversata dell’Atlantico alla volta dei Caraibi sulla rotta degli alisei. |
La vacanza ideale: i primi due anni a Cervia, per prendere confidenza con la barca; poi, se se la sente, va in Croazia. A motore. |
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Kit di pronto soccorso: cerotto a nastro, garze sterili, disinfettante, pillole contro il mal di mare, antidiarroici, un antibiotico ad ampio spettro, un antinfiammatorio. |
Kit di pronto soccorso: cerotti, Amuchina, pillole contro il mal di mare, antinfiammatori, Tachipirina, aspirina, Moment, antibiotici, antistaminici, Maalox, pastiglie per il fegato. |
Kit di pronto soccorso: una scatola di cerotti. |
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La cambusa: riso, carne in scatola, verdure in barattolo a lunga conservazione, patate, pasta, sale, zucchero, burro in latta che conserva in sentina, uova sode, limoni, caffè solubile, tè, latte UHT, biscotti secchi, pane biscottato. Compera frutta e verdura fresche quando entra, occasionalmente, in porto; il pesce lo acquista direttamente dai pescatori al largo, oppure se lo pesca da solo. |
La cambusa: pasta, riso, spaghetti alla chitarra, tagliolini all’uovo, passata di pomodoro, Parmigiano Reggiano, pecorino romano, pecorino sardo, caciottine toscane, salame felino, mezzo culatello, prosciutto crudo dolce a dadini, pancetta, una mortadellina, crema di gorgonzola, gherigli di noci, biscotti frollini, snack dolci e salati, marmellata, miele, panna, caffè Illy, tè Ceylon a foglia lunga, fette biscottate, cioccolato del Ghana di qualità superiore (cacao 70% minimo), tonno in scatola, salmone affumicato, alici sott’olio, maionese, tabasco, ketchup, curry, spezie secche in barattolo, peperoncini di Sicilia, prezzemolo, pepe in grani, zucchero semolato, zucchero di canna grezzo, sale fino, sale grosso, olio extravergine d’oliva umbro, paté di olive, foie gras. |
La cambusa: un pacco di spaghetti ed un barattolo di sugo Bertolli. |
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Per la sete: imbarca due bottiglie di acqua minerale per ogni giorno di navigazione prevista più una scorta per tre giorni in caso di imprevisti; oltre, si raziona. Serbatoio da 150 litri pieno. |
Per la sete: due serbatoi da 240 litri ciascuno colmi di acqua potabile; venti cestelli di acqua minerale stipati in sentina e nei gavoni; bibite in lattina; sei bottiglie di vino rosso e sei di vino bianco; tre bottiglie di Prosecco; due bottiglie di champagne ed una di spumante dolce; una bottiglia di Bas-Armagnac del 1999; rum; succo di granatina; latte di cocco; succhi di frutta; una bottiglia di Amarone Pasqua che fa sempre scena. |
Per la sete: una confezione di 12 lattine di birra nel frigorifero. |
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Bagaglio: scarpe da vela, calzettoni di lana, cerata completa, un maglione, sacco a pelo, un costume, tre cambi di biancheria, qualche maglietta, un paio di pantaloni robusti, guanti da vela, berretto di lana, cappellino di cotone; un sapone di Marsiglia, dentifricio, spazzolino, una crema solare. |
Bagaglio: quattro paia di scarpe, sandali infradito, jeans, due paia di pantaloni in tessuto tecnico, un paio di pantaloni di lino, svariate paia di pantaloni a mezza gamba, pigiama, un pareo, due bandane, un cappellino con visiera firmato, 12 cambi di biancheria, magliette di cotone, tre camicie, un golfino blu, un golfino bianco, un golf più pesante color pastello, due orologi, cerata Helly Hansen modello “Capo Horn” che ha usato una sola volta, per andare in scooter a casa della sorella sotto l’acquazzone; accappatoio in microfibra, bagnodoccia, shampoo neutro, saponetta, dentifricio, spazzolino, collutorio, rasoio a 12 volt, dopobarba, profumo, creme solari, doposole, pettine, crema idratante viso per il giorno, crema antirughe notte, cerottini nasali, sapone per il bucato a mano. |
Bagaglio: teli da spiaggia, racchettoni, un sacchetto di biglie, materassino gonfiabile, un paio di infradito, un pantalone, una camicia a mezza manica, spazzolino da denti. |
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Tenuta di bordo: maglietta e calzoncini, piedi nudi se il mare lo consente, altrimenti calzati in scarpe da vela. |
Tenuta di bordo: lui: bermuda hawaiani lunghi al ginocchio in tessuto tecnico, occhiali da sole a mascherina, sneakers Prada; lei: bikini, pareo e Superga.
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Tenuta di bordo: costume di lycra. Appena è convinto che nessuno lo possa più vedere si toglie pure quello. |
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In coperta: tutte le cime in chiaro, scotte bianche, drizze scure; due winch, uno per lato; parabordi in plastica bianca; zattera facilmente raggiungibile dal pozzetto; la bandiera nazionale è issata sullo strallo di poppa. |
In coperta: occhiali da sole, macchina fotografica, binocolo, lettore mp3, crema abbronzante, telefonino; cime fatte su con la tecnica dell’elettricista; scotta della randa bianca, scotte del fiocco blu, scotte dello spinnaker rossa e verde, drizze nere, 8 winch cromati; la zattera è stivata sotto la panchetta di poppa; i parabordi sono rivestiti di tessuto in tinta con il colore dello scafo; bandiera francese sullo strallo di poppa (ha acquistato la barca con il leasing del Crédit Lyonnais), bandiera di cortesia italiana sulla sartia a dritta, tre guidoni di tre Yacht Club differenti alla crocetta di sinistra. |
In coperta: telo da mare steso ad asciugare sulla battagliola, occhiali da sole, un pacchetto di sigarette, accendino, olio solare, macchina fotografica, maglietta, cappellino, i giochi da spiaggia dei bambini, telefonino; le cime sono tutte imbrogliate e strozzate attorno ad un winch; tutte le scotte e le drizze sono bianche, così non le distingue; ha tenuto la zattera nel gavone sotto al letto matrimoniale fino a quando la Guardia Costiera non l’ha ritenuto passibile di multa: da allora la lega con due cinghie sulla tuga a proravia dell’albero, in modo che la prima onda che spazza la coperta gliela porti via; sullo strallo di poppa issa nell’ordine: bandiera italiana, bandiera croata, bandierina giamaicana, bandierone sociale della Juventus, gagliardetto del Real Madrid, bandana con la faccia di Del Piero, bandiera della pace; segue lo slip messo ad asciugare. |
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Sotto coperta: fornello basculante, pentola a pressione, due tegami, piatti e tazze in plastica robusta, qualche posata; una coperta per ogni cuccetta; torcia e batterie di scorta, un coltello nautico, una piccola lampada a petrolio, candele, una trentina di metri di lenza da pesca e qualche amo; in un apposito gavone conserva una piccola scatola di attrezzi, guarnizioni, stoppa, un po’ di pece o catrame, colla per uso industriale, un barattolo di antivegetativa, una spatola. |
Sotto coperta: pagliolato e rivestimenti in mogano; cucina a gas con quattro fuochi e forno; boiler elettrico; batteria di pentole in acciaio inossidabile, tre padelle antiaderenti in teflon, wok, una piccola pentola a pressione; servizio da tavola in plastica leggera da dodici coperti decorato con il nome della barca ed il monogramma dell’armatore; servizio di posate e ceppo di coltelli da cucina; coperte blu in pile e tendine coordinate; torcia elettrica, lampada ad olio, una candela alla vaniglia ed una alle spezie d’Africa; una cassetta di attrezzi da bricolage, coltellaccio tipo Rambo da 25 centimetri con un lato della lama seghettato, lenza da pesca ed esche a cucchiaino che ha usato una volta sola con un amico velista. |
Sotto coperta, in ordine sparso: sui divanetti: coperte, cuscini, teli da spiaggia, asciugamani, due accappatoi di spugna, ciabatte, scarpe, un walkman; sulle cuccette: kleenex, mutande, cd musicali, una cartolina, la Settimana Enigmistica, il libro delle barzellette di Totti, una banconota da 10 euro; sul pagliolato: fusilli, la linguetta della scatola di spaghetti, capelli, un pettine, una pallina da ping pong, sabbia, conchiglie, monetine, pinne. |
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Igiene personale: scarsa; si lava con l’acqua di mare o con quella piovana raccolta ai piedi dell’albero con il bugliolo. Profuma sempre di mare e l’aspetto incolto di barba e capelli lo rende estremamente affascinante ed attraente (mentre a terra è scientificamente dimostrato che non se lo fumerebbe nessuno). |
Igiene personale: accurata; si lava con la doccetta di bordo tre o quattro volte al dì, e quando è in porto si accampa nelle toilette per svariate ore. Barba di un paio di giorni ma curata, capelli spettinati con cura (biondi o brizzolati), manicure impeccabile anche con trenta nodi di vento. |
Igiene personale: la toilette di bordo lo inquieta. Si lava a casa e fa pipì in mare, specie se si trova di fronte alla spiaggia. |
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Biblioteca di bordo: portolano del Mediterraneo, manuale di manutenzione del motore, appunti di navigazione astronomica, Effemeridi, Pilot Charts di tutto il globo, I fratelli Karamazov di Dostoevskij. |
Biblioteca di bordo: portolani, Pagine Azzurre, tutti i libri di Bernard Moitessier (compreso quello postumo, di sopravvivenza sulle isole tropicali), i Quaranta Ruggenti di Dumas, la biografia di Slocum, una dozzina di gialli di Agatha Christie, qualche best seller di Ken Follett, il Codice Da Vinci, il catalogo illustrato della Bénéteau. |
Biblioteca di bordo: la Gazzetta dello Sport. |
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Con 5 nodi di vento: issa tutte le vele di cui dispone, compreso lo yankee ed un fisherman; per l’andatura di poppa ha realizzato due trinchette gemelle completate da due piccole vele basse, sull’esempio di Henry Wakelam. |
Con 5 nodi di vento: fa due bordi a vela ma soffre il caldo; ammaina tutto ed accende il motore, inserendo il pilota automatico. |
Con 5 nodi di vento: esce dal porto e, calcolato che non vale la pena di issare le vele, procede a motore spedito verso la caletta in cui va a fare il bagno. |
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Con 10 nodi di vento: comincia a divertirsi; issa randa, genova e trinchetta e si mette di bolina. |
Con 10 nodi di vento: issa randa e genova, indossa la bandana, calcola la rotta col GPS e si mette al timone, a gambe larghe al centro del pozzetto. |
Con 10 nodi di vento: è preoccupato che la barca sbandi; arrotola il genova e cazza la randa al centro, poi accende il motore. |
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Con 15 nodi di vento: è estremamente a proprio agio; dà una mano di terzaroli alla randa, ingarroccia un fiocco al posto del genova e procede con barca sbandata e falchetta a pelo d’acqua. |
Con 15 nodi di vento: indossa maglietta, calzoncini e berretto con la visiera a rovescio; terzarola tutta la randa e srotola mezzo genova. |
Con 15 nodi di vento: con indosso la tenuta completa del team di Luna Rossa passeggia inquieto sulla banchina, pronto a salpare (dice). |
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Con 20 nodi di vento: dà il meglio di sé; prende due mani di terzaroli alla randa, mette il fiocco piccolo, indossa la cerata e solca le onde col cipiglio di Tabarly. |
Con 20 nodi di vento: ha oggettivamente paura; ammaina tutte le vele e procede a motore in direzione dell’approdo più vicino. |
Con 20 nodi di vento: si presenta in porto vestito di tutto punto, va sul molo, cerca di accendersi una sigaretta senza riuscirci, guarda il mare, scuote la testa e si infila nel primo bar che trova. |
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Con 30 nodi di vento: è pressoché solo in mare; sceglie un approdo sicuro, si mantiene a cinque miglia dalla costa e naviga con sicurezza; se la burrasca rinforza ammaina le vele, issa la tormentina e si mette in cappa, oppure fugge in poppa (cose, queste, che sa fare solo lui). |
Con 30 nodi di vento: lo trovi al baretto della Lega Navale, vestito interamente Murphy & Nye, mentre sorseggia un cognac e racconta di quella volta che con raffiche a 38 nodi e l’ancora galleggiante è entrato nella rada di Portoferraio tagliando la strada ai traghetti. |
Con 30 nodi di vento: resta a casa a dormire. |
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Quando è a terra: progetta nuove navigazioni; frequenta un modesto ma serio circolo nautico, legge pubblicazioni specializzate e segue costantemente le condizioni meteo di tutto il globo. |
Quando è a terra: parla di vela con tutti, in ufficio come nell’autobus all’ora di punta; alterna la lettura dei libri di Antoine e Moitessier a riviste specializzate e portolani dei Caraibi; frequenta un circolo nautico à la page in cui si conversa di navigazione sorseggiando vini e liquori blasonati. |
Quando è a terra: è abbonato a Bolina; legge le vignette umoristiche e poi lo conserva sugli scafali della libreria; ad ottobre si dimentica della barca che ha lasciato a mollo nell’acqua putrida di Cervia e comincia a far progetti per la settimana bianca. |
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Manovre in porto: se la darsena lo consente, manovra a vela; ormeggia in totale autonomia e silenzio ed è in grado di timonare con un ginocchio mentre con una mano lega la cima alla bitta e con l’altra si destreggia con il mezzo marinaio. |
Manovre in porto: esce dal porto con Le nozze di Figaro di Mozart e rientra con l’Eroica di Beethoven; ammaina le vele di fronte al molo e fa tutto a motore; fa un paio di circling in darsena fino a che un inserviente non gli va incontro, a quel punto con due sole manovre entra di poppa ed afferra al lazo la bitta. |
Manovre in porto: entra in porto con la technomusic a palla e comincia a gridare quando si trova a mezzo miglio dall’ingresso; entra contromano e chiede informazioni a tutti quelli che vede in banchina; per l’ormeggio lo assistono in otto: due sulla barca a destra, due su quella a sinistra, uno da sotto col gommone e gli altri in banchina, pronti ad afferrare le cime; gli cade in mare il mezzo marinaio mentre tenta di recuperare il parabordo che galleggia di fronte a lui, a quel punto bestemmia ed incolpa l’elica levogira, anche se non sa cosa significa; dopo ventidue minuti di manovre convulse fissa il nodo di bitta e, ormai esausto, si fa passare la trappa dal vicino. |
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