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December 28 LETTERINA A BABBO NATALEVorrei un Natale tranquillo, quest’anno.
Vorrei un Natale immerso nel silenzio della neve che cade.
Vorrei un Natale sotto zero.
Vorrei un bianco Natale.
Vorrei un Natale in cui si va alla Messa di mezzanotte, e poi di corsa a casa a preparare la cioccolata in tazza.
Vorrei un Natale in cui la mattina mi sveglio alle 11, rimango sotto il piumone caldo e guardando fuori dalla finestra vedo la neve che scende.
Vorrei un Natale con il pupazzo di neve.
Vorrei un Natale bianco e rosso.
Vorrei un Natale da manuale.
Vorrei un Natale con il maglione rosso a collo alto e gli orecchini di brillanti.
Vorrei un Natale in cui a mezzogiorno suona il telefono, ed è zia Silvana che chiama dalla Sicilia per farmi gli auguri.
Vorrei un Natale in cui il telefono suona per mezz’ora di fila, ed in quella mezz’ora mi chiamano tutti, anche gli amici che non sento da una vita. O dal Natale precedente.
Vorrei un Natale di porcellana.
Vorrei un Natale con la tavola apparecchiata con la tovaglia bianca e rossa, il centrotavola di agrifoglio, le candele nel mezzo, i piatti di Rosenthal decorati con i pacchetti dei doni ed i bicchieri di cristallo bordati d’argento.
Vorrei un Natale gastronomico.
Vorrei un Natale profumato di tortellini in brodo, con il fumo che esce dal coperchio della zuppiera.
Vorrei un Natale pieno di dolci, di biscotti, di torte di cioccolata e panna.
Vorrei un Natale impiastricciato di croccante alle mandorle.
Vorrei un Natale goloso come una mela candita.
Vorrei un Natale di cioccolato.
Vorrei un Natale al profumo di cannella.
Vorrei un Natale al sapore di vaniglia.
Vorrei un Natale tutto mio.
Vorrei un Natale con le casette di ceramica disseminate su tutti i mobili ed illuminate dalle candele.
Vorrei un albero con i rami carichi di decorazioni, alcune argento, altre blu, molte rosse, e poi oro, bianche, di cristallo, e dolcetti, e cioccolata, e bastoncini di zucchero come nelle illustrazioni dei libri.
Vorrei un Natale pieno di luci e decorazioni sparse per casa, e poi ghirlande, e festoni, e l’albero alto fino al soffitto, ed un presepe grande come tutto il ripiano della credenza, con il laghetto delle papere e la cascatella fatta con la carta stagnola.
Vorrei un presepe con le montagne fatte di carta, ed i sentierini di sassolini bianchi, ed il muschio tutt’attorno, e la grotta nell’angolo, illuminata dalla stella cometa comperata alla Rinascente di Milano tantissimi anni fa.
Vorrei un presepe in cui un torrentello di carta stagnola esce da un laghetto in carta stagnola, e sul torrente un ponticello su cui posare un pastore con le sue pecore, dirette verso la grotta in cui giace Gesù Bambino.
Vorrei un presepe nel quale i Re Magi arrivano da tre direzioni diverse, che convergono al ponticello sul fiume davanti alla grotta.
Vorrei un presepe su cui far spostare ogni giorno i Re Magi di qualche centimetro, avvicinandoli alla grotta di Gesù.
Vorrei un Natale luccicante come le stelle in montagna d’inverno.
Vorrei un Natale rosso come le guance del mio Eugenio quando ha freddo.
Vorrei un Natale ricco.
Vorrei un Natale d’oro e d’argento.
Vorrei un Natale pieno di pacchetti da scartare, tutti ammonticchiati attorno alla base del mio albero, ciascuno con il proprio bigliettino, ognuno di una persona diversa.
Vorrei una ghirlanda di agrifoglio e pigne appesa alla porta.
Vorrei un festone di rami d’abete ornati di fiocchi tutt’attorno alle porte di casa.
Vorrei un vaso di stelle di Natale su ogni davanzale.
Vorrei un Natale americano.
Vorrei un Natale con le canzoni di Bing Crosby e con la voce di Dean Martin.
Vorrei un Natale con la musica di Frank Sinatra.
Vorrei un Natale bello e buono come un tacchino farcito.
Vorrei un Natale con il camino acceso.
Vorrei un Natale che sappia di casa.
Vorrei un Natale con il vischio, sotto il quale essere baciata.
Vorrei un Natale sul tappeto, sul quale essere abbracciata.
Vorrei un Natale caldo come un paio di guanti di lana.
Vorrei un Natale silenzioso come una partita a scacchi.
Vorrei un Natale con i calzettoni ricamati con le renne.
Vorrei un Natale da sorseggiare come se fosse una tazza di tè speziato.
Vorrei un Natale perfetto.
Vorrei un Natale che sapesse, finalmente, davvero di Natale.
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