| La Pazzia's profileLa Pazzia: cianciar di b...PhotosBlogLists | Help |
|
June 09 IL PICCOLO PRINCIPE In quel momento apparve la volpe.
"Buongiorno", disse la volpe. "Buongiorno", rispose gentilmente il Piccolo Principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo...". "Chi sei?" domandò il Piccolo Principe. "Sono una volpe", disse la volpe. "Vieni a giocare con me", le propose il Piccolo Principe, "sono così triste...". "Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Che cosa vuol dire addomesticare?", chiese il Piccolo Principe. "E' una cosa da molto dimenticata", rispose la volpe. "Vuol dire creare dei legami...". "Creare dei legami?", domandò stupito il Piccolo Principe. "Certo.", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, ed io sarò per te unica al mondo.". "Comincio a capire...", disse il Piccolo Principe. La volpe continuò: "La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. Ed io perciò mi annoio. Me se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto la terra. Il tuo, invece, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi laggiù, in fondo, i campi di grano? Io non mangio il pane, ed il grano, per me, è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è così triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. Ed amerò il rumore del vento nel grano...". La volpe tacque, e guardò a lungo il Piccolo Principe; poi disse: "Per favore... addomesticami.": "Volentieri.", rispose il Piccolo Principe, "Che cosa bisogna fare?". "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino...". Il Piccolo Principe ritornò l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora.", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Con il passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti.". "Che cos'è un rito?", chiese il Piccolo Principe. "Anche questa è una cosa da tempo dimenticata.", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore.". Così il Piccolo Principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!", disse la volpe, "... piangerò". "La colpa è tua!", disse il Piccolo Principe. "Io non volevo farti del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi...": "E' vero.", disse la volpe. "Ma piangerai!", disse il Piccolo Principe. "E' certo.", disse la volpe. "Ma allora che cosa ci guadagni?", chiese il Piccolo Principe. "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano.". Antoine de Saint-Exupéry, 1943. |
|
|