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    August 19

    SICILIA

     
     

    La parte più avventurosa del viaggio in moto, qualunque sia la vostra destinazione, è dirlo alla vostra famiglia: infatti dovete comunicare loro che non solo andate a considerevole distanza, ma che ci state andando da soli, in moto, facendo tutto il tragitto stradale, e che avete intenzione di stare via per parecchio tempo. C'è chi opta per snocciolare queste comunicazioni con un dovuto anticipo, una alla volta, per rendere l'impatto meno doloroso agli amati congiunti.

    Io, personalmente, alla luce dell'esperienza maturata negli anni di frequentazione della mia strampalata famiglia, ho messo a punto una tecnica forse eticamente discutibile, ma che assicura discreti risultati: do la comunicazione tutta d'un colpo a mio padre un paio di giorni prima di partire, ed a mia madre lascio che sia lui a dirlo.

    Credetemi, è una gran trovata. Il cervello di mio padre entra infatti in uno stato di avanzata catalessi non appena gli dico che la meta delle mie ferie estive è a 1200 km da casa, e quindi le frasi successive (ci vado da sola, sto via due mesi e mezzo, mi faccio tutta la strada in moto in un sol botto, parto dopodomani) gli scivolano addosso in maniera abbastanza indolore, scongiurando il pericolo dell'arresto cardiaco.

    I neuroni paterni si riprendono così giusto in tempo per venirmi a salutare la mattina della partenza, alle 5, allorquando tutte le paure ancestrali si risvegliano nella sua mente: ed è un profluvio interminabile, che non bisogna assolutamente interrompere, pena il riavvolgimento del nastro e la conseguente partenza in ritardo, di frasi del tipo:

    - Vai piano. -

    - Sì babbo. -

    - Telefona. -

    - Sì babbo. -

    - Ma non ce l'avevi un'amica che venisse con te? -

    - No babbo. -

    - Ma sei sicura? Hai chiesto ad Annalaura? -

    - Sì babbo. -

    - Quella è una ragazzina per bene, un'amicizia giusta: la dovresti frequentare di più... - (e sospira)

    - Sì babbo. -

    - Ed Alessandra? Hai provato a chiederglielo? Lei non poteva venire? -

    - No babbo.-

    - Ma sei sicura di voler stare via tanto? -

    - Sì babbo. -

    - Ma così tanto? Non ti annoierai? -

    - No babbo. -

    - Va bene. Ma se hai bisogno telefona. -

    - Sì babbo. -

    - Non farti mancare nulla. -

    - No babbo. -

    - Se vuoi tornare indietro prima, chiama che ti vengo a prendere. -

    - Sì babbo. -

    Pausa per riprendere fiato. Voi nel frattempo avete finito di caricare le borse sulla moto, avete legato le ultime cinghie e vi state apprestando ad indossare i guanti. Ed ecco che lui lancia uno sguardo esperto al carburatore e riattacca:

    - Hai fatto il pieno ieri sera? -

    - Sì babbo. -

    - Hai fatto controllare anche le gomme? -

    - Sì babbo. -

    - Ma le hai fatte controllare dal benzinaio? -

    - Sì babbo. - (e da chi vuole che le abbia fatte controllare? Dal lavavetri al semaforo?)

    - Dovevi farle controllare dal meccanico della concessionaria, era meglio. -

    - Sì babbo. -

    - Non fai in tempo a fermarti adesso a farle controllare, eh? -

    - No babbo. - (Sono le cinque di domenica mattina, dove lo trovo un meccanico aperto?)

    - Falle controllare in autostrada quando fai il pieno. -

    - Sì babbo. -

    - Ricordati però di dire all'inserviente che hai fatto della strada, e che le gomme saranno surriscaldate, quindi che si regoli con la pressione. -

    - Sì babbo. –

    - E fai anche la pipì quando ti fermi a fare benzina, non guidare trattenendola, che non ti fa bene e poi guidi nervosa. –

    - Sì babbo. -

    - Va bene. Allora... allora parti? -

    Quando pronuncia queste parole è quasi rassegnato all'ineluttabilità del suo destino di padre; tuttavia tenta ancora una volta l'ultima, disperata carta del tono commiserevole. Voi, per contro, avete sviluppato negli anni una corazza di insensibilità per queste situazioni pari forse solo a quella di un kamikaze talebano, e quindi gli rispondete come sempre:

    - Sì babbo. -

    - Va bene. Alla mamma l'ho detto io, però chiamala mentre sei per strada. -

    - Sì babbo. -

    - Senti... Ma non è il caso che provi a risentire da Annalaura se vuole venire con te? Magari ti raggiunge domani col treno.

    - No babbo. -

    - Ma sei sicura? Gliel'hai chiesto? -

    - Sì babbo. -

    - E' una ragazzina tanto per bene, te l'ho sempre detto. Anche la sua famiglia. La dovresti frequentare più spesso. -

    - Sì babbo. -

    - Magari potrebbe anche presentarti un ragazzino a modo, no? -

    - Sì babbo. - (non sbuffate, per l'amor di Dio non sbuffate! Altrimenti perderete sicuramente il traghetto a Villa San Giovanni!)

    - Glielo hai chiesto di presentarti uno dei suoi amici? -

    - No babbo. -

    - Ecco vedi, è per questo che vai in vacanza da sola. Ma io dico, sei una ragazza tanto intelligente, tanto carina, ma è mai possibile che tu debba fare ancora queste vacanze da maschiaccio, per di più da sola? Camilla e Alessandra vanno via con i fidanzati, non potresti farlo anche tu? -

    - Sì babbo. -

    - Promettimi che quando rientri telefoni ad Annalaura e le chiedi se una sera ti fa uscire con uno dei suoi amici. -

    - Sì babbo. -

    - Promesso? -

    - Sì babbo. -

    Qualche altra frazione di attimi di silenzio imbarazzato. Vostro padre ha appena capito di avere toccato un tasto dolente e quindi decide di non insistere sull'argomento, tuttavia non riesce a staccarsi da voi e si aggrappa disperatamente a qualche altra raccomandazione. Voi, intanto, state indossando il casco.

    - Allaccialo bene. -

    - Sì babbo. -

    - E' allacciato bene? Che non sia lento. -

    - No babbo. -

    - Nemmeno troppo stretto, che poi ti viene mal di testa. -

    - Sì babbo. -

    - Se mentre guidi ti viene mal di testa fermati all'ombra e bevi un po' di acqua fresca. -

    - Sì babbo. -

    - Ma non gelida, che ti fa male! -  

    - No babbo. -

    - Ce l'hai la bottiglia dell'acqua con te? -

    - Sì babbo. -

    - Ce l'hai comoda? Nel bauletto qui dietro? -

    - Sì babbo. -

    - Va bene. Hai preso i soldi al bancomat? -

    - Sì babbo. -

    - Lo sai che non voglio che viaggi senza soldi. Ne hai prelevati abbastanza? -

    - Sì babbo. -

    - Ricordati di andare piano. -

    - Sì babbo. -

    - E sei stanca fermati a riposare. -

    - Sì babbo. -

    - Ma fermati appena ti senti stanca, non cercare di fare della strada per vedere se ti passa! -

    - No babbo. -

    - Fermati nelle piazzole di sosta, o meglio negli autogrill, è meno pericoloso. -

    - Sì babbo. -

    - Non dare confidenza agli estranei: non fermarti vicino ai camionisti, od ai ragazzacci. -

    - No babbo. -

    - Cerca di fermarti vicino alla macchina di una famiglia, o di una coppia come me e la mamma. -

    - Sì babbo. -

    - Quando ti fermi approfittane per telefonare. E anche per fare la pipì, ricordatelo -

    - Sì babbo. –

    - Non farmi stare in pensiero. –

    - No babbo. -

    Sembra proprio che vi abbia detto tutto. Scavalcate con la gamba destra la sella della moto, impugnate il manubrio e fate il gesto di mettere in moto. Papà vi guarderà con gli occhioni lucidi ed ostinatamente non distoglierà lo sguardo: voi deponete per un attimo la maschera ostile ed insensibile, quasi indifferente, che avete ostentato fino a quel momento e con aria sicura e determinata, ma sorridendo, ditegli convinti:

    - Papà, stai tranquillo: andrà tutto bene. -

    - Sì...  -

    Abbracciatelo, fategli due coccole sulla schiena, mostratevi entusiasti della decisione che avete preso, assumete un'espressione degna di chi sta partendo per delle ferie scandalosamente lunghe, mettete in moto e levate il cavalletto.

    - Ciao babbo. -

    - Ciao Titta. -

    - Ti telefono quando mi fermo a fare benzina. -

    - Sì, va bene. Ricordati. E vai piano! -

    Ricomincia la litania. Ma voi avete già accelerato e vi state recando, con un sorriso smagliante, al casello dell'autostrada, direzione Reggio Calabria.

    Fate buon viaggio. E telefonate a casa, mi raccomando.