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9月14日 LA MERENDA DEL VELISTAPane e Nutella. E’ una vita che lo mangiate, ma non l’avete mai mangiato come ve lo sto proponendo io… Innanzitutto il pane. Scommetto che siete abituati a spalmare la Nutella ovunque vi capiti, purché il supporto contenga almeno il 40% di farina: pane in cassetta, fette biscottate, crackers, grissini, baguette, ciabatte, zoccoletti, barillini, brioches, magari anche i biscotti… bleah! Onnivori sì, ma non fino a questo punto… E magari siete convinti che l’accoppiata migliore per il Nettare degli Dèi sia l’insipido toscano… dilettanti! Cominciate dal pane, dunque. Un bel pane integrale, di quello rustico, con la farina macinata grossa, magari con qualche seme intero all’interno. Niente supermercato! Andate dal fornaio, e da uno bravo. Comperate una forma di pane di circa un chilo di peso (lasciate perdere i panini, è tutta crosta), tonda o semilunga. Andate a casa, posatelo sul tagliere e tagliate delle belle fette spesse almeno un dito; il pane ci deve essere, sotto alla Nutella. Altrimenti tanto vale comperare del carasau e rovinare tutto con quello. A questo punto, pensate voi, la Nutella? No. Prendete un peperoncino. La qualità migliore è l’Habanero, quello messicano, piccolo, quasi tondo, carnoso, rosso fuoco e piccantissimo. Se proprio non l’avete trovato, ripiegate sul solito calabrese: ma sappiate che state perdendo un terzo della riuscita della vostra merenda. Troppo piccante? Non ve la sentite? Un Jalapeno, allora: ma rosso, non verde. Facciamo comunque conto che abbiate il peperoncino giusto. Tagliatelo a metà nel senso della lunghezza, come se fosse un pomodoro; se avete avuto cura di sceglierlo bello carnoso, dovrebbe stillare qualche goccia di succo. Prendete la vostra fetta di pane, afferrate il peperoncino con due dita e strofinate la parte appena tagliata sulla mollica. Avete presente come fate per la bruschetta? Esatto, fate finta di preparare quella, usate il peperoncino come se fosse uno spicchio d’aglio. Per questo il pane deve essere di eccellente qualità: la mollica deve sopportare lo strofinamento, deve essere morbida ma compatta, come quella del Pane d’Altamura. Ehi, che non vi venga in mente di tostare prima il pane per seccare la mollica! Assassini! Strofinate il peperoncino dunque. Se siete coraggiosi, lasciate anche qualcuno dei semini biondi che sicuramente saranno rimasti attaccati al pane; ma non esagerate, basta il profumo. Poi, finalmente, mettete mano al barattolo di vetro. Affondate il coltello e raccogliete una bella noce grossa di crema; gustatevela con gli occhi mentre fila, date un bel colpo di polso per staccarla di netto dal resto della massa e dedicatevi alla spalmatura. La mamma non vi sta guardando, codardi: quindi abbondate pure. Ecco, adesso è ora di merenda. Se avete seguito tutte le istruzioni passo passo, ve la siete meritata. Il non plus ultra? Usate il pane alle noci. Ed accompagnate con un bicchiere di Zibibbo, o con un Malvasia delle Lipari. A Salina ne vendono uno eccezionale. Se invece volete fare i raffinati… il Dindarello fa al caso vostro. State pasteggiando con tre – o meglio quattro - fette di pane e Nutella? Allora vi ci vuole un rosso, un vero rosso: osate, osate pure. Ci sta bene di tutto, dal Recioto al Marzemino allo Schioppettino; vi sentite in vena di follie culinarie? Beveteci dietro un Sangiovese di Romagna ruspante, e che non se ne parli più.
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